Allora... bel discorso, fatto con i numeri alla mano... proprio come piace a me, fila dritto come un palo della luce..... si.... proprio dritto in c.....o a studenti e lavoratori onesti
Il tuo errore non sta nell'analisi della 133 (sono daccordo con te su tutto!!!)
Il problema diventa gigantesco quando prendi questo provvedimento provi ad imaginare cosa succederà di fatto nell'università.
Facciamo un esempio semplice semplice con nomi di fantasia (riferito solo ad uno dei tanti aspetti di cui si compone il descreto):
Pippo Baudo è il direttore del dipartimento di Scienze della Ciambella:
Pippo baudo è un uomo "con le spalle coperte" che negli ultimi anni si è visto piovere addosso una valanga di finanziamenti utilizzando strumenti del tipo POR PON e chi più ne ha più ne metta.
Con questi soldi cosa ha fatto... ha comprato:
Omogenatore ad energia nucleare
2 Ultracentrifughe refrigerate con controllo a raggi infrarossi
Un estrattore a CO2 supercritica (non ti immagini che roba sia!!!)
8 PC per il "suo" laboratorio composto da 2 stanze (ti lascio immaginare dove siano finiti i PC per cui mancava spazio)
(tutta roba che per fare i buchi alla ciambella non serve ad una m....a)
ah ecco...
poi ha indetto un concorso per un dottorato di ricerca con borsa presso il sul lab con il quale ha assunto... mettiamo 3 neolaureati (2 parenti e 1 "figghiu i nuddu"), facendoli pagare 800€ al mese
Un bel giorno arriva il decreto 133 che nel suo complesso fa 2 cose: riduce i soldi disponobili per le università e cerca di ridistribuirli in modo più consapevole evitando gli sprechi...
già gli sprechi...
A questo punto se il signor pippo baudo fosse una persona onesta dovrebbe concludere:
"magari per quest'anno pc non ne compro, vedo bene cosa ci serve realmente per fare il "buco alla ciambella" e compro solo il necessario"
Ma il signor Pippo... nopn è una persona onesta (e sfido chiunque ad immaginarsi il contrario nel 90% dei casi) quindi.....
beh, il quindi è talmente scontato......
Il nostro caro amico berlusca insieme a tutta la banda è perfettamente a conoscenza di queste dinamiche..... LE HA INVENTATE LUI!!! (quanche anno fa per mano della sua amica Letizia)
Non è accettabile che il governo faccia lo "gnorri" immaginando un'università (ed in generale tutta l'amministrazione pubblica) che di punto in bianco, dall'oggi al domani diventa come la favola di biancaneve... con i settenani che ogni giorno vanno a lavorare cantando con la voglia di essere utili e parsimoniosi per la società...
Svegliamoci.
PS: io mi chiamo Gianluca Rimicci e frequento il primo anno alla speciacilistica in biologia.
sarei contento di discutere di tutte queste cose di presenza, se ce ne fosse l'occasione.
magari c'è già stata e me la sono persa, a chi ci si può rivolgere per ricrearne un'altra?
Ci tengo a sottolineare che, pur essendo contrario a quanto il governo si accinge ad approvare in parlamento, non ho mai partecipato a nessuna manifestazione, non ho mai occupato un istituto.
Ribadisco (come in un post precedente) se si quole far valere un diritto, per prima cosa lo si deve esercitare!
AntonioKasanova ha scritto:io vorrei aderire, bisognerebbe però chiaramente essere compatti (tutto il policlinico).
Nel momento in cui si riuscisse a creare un movimento di sensibilizzazione unitario, chiaramente si avrebbe più peso nel richiedere appoggio al corpo docenti.
credo cmq che sia auspicabile che la protesta sia civile e che non venga strumentalizzata da nessun colore politico (anche se dobbiamo capire che la Gelmini non è un alieno, ma un ministro di governo e come tale appartenente a un preciso schieramento politico).
la mia proposta sarebbe che giorno 30 ottobre, al posto di fare uno sciopero (che onestamente mi sembra da ragazzetti delle elementari), creassimo un'assemblea in un'aula, studenti e docenti insieme, per discutere di tale problematica e soprattutto per informare gli studenti che ancora non sanno niente sul DL 133/08 (in maniera tale che si facciano un'idea critica senza lasciarsi influenzare, e decidano autonomamente il da farsi).
Antonio Simone Laganà
basta che si prenda una decisione, oggi è 27!
"Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene." (Paolo Borsellino)
"Dobbiamo finire di parlare di mafia. Se trovo chi ha fatto le nove serie de La Piovra e chi scrive libri sulla mafia lo strozzo (Berlusconi)
SM prima lancia "velate minacce" (salvo poi ritrattare … come Berlusconi), poi chiama i camerati a raccolta perché in realtà cercano lo scontro fisico. Sul piano dialettico e sociale sono battuti. Il classismo, il razzismo, la violenza, sono le loro armi più efficaci … non credo rinunceranno, anzi sono anni che aspettano questa occasione (in questo momento si sentono legittimati).
Non sono iscritto a nessun partito, non sono un estimatore di Stalin o di Lenin (anzi …), sono semplicemente per la giustizia e l’eguaglianza sociale (che a SM sembreranno … stronzate), per la non violenza (che SM troverà come atteggiamento da … pecorone), per un equa redistribuzione del reddito, per un equa imposizione fiscale, per il rispetto dell’ambiente e di tutte le creature viventi. In una sola parola (che spero scateni l'ilarità di SM) PACIFISTA.
Se questa è politica … allora faccio politica. Ma vivo con la certezza di avere la faccia e le mani pulite. SM … le tue minacce mi fanno “tenerezza”. Mi danno la forza e la consapevolezza che bisogna continuare nella protesta sociale non violenta. Alla fine i regimi si attorcigliano sempre su se stessi.
P.S.: E pensare che per un attimo avevo creduto veramente che SM volesse dialogare civilmente.
ok pacifista....partecipare a firenze non significa non essere pacifisti...io vado a manifestare contro cio che voi manifestate...tutto qui...pacificamente...cmq mi hai classificato nel gruppo dei camerati??...potrebbe essere....eheh...cmq airone ognuno è libero di manifestare x cio che ritiene piu opportuno...siamo in democrazia e ino a quando non si va oltre va bene manifestare...basta non eccedere e non essere maleducati come è successo oggi ad enna x colpa di una decina di "compagni" che non hanno rispetto di persone piu grandi di loro....
son daccordo anche io con antonio, gli scioperi in piazza e le occupazioni vacanziere sono roba da lattanti. dobbiamo dimostrare di essere responsabili.
Gis ha ragione, bisgna fare la cosa non dirle.
Antonio... come ci mettiamo in contatto con te e con quello che realmente si sta muovendo
Altrimenti resta tutto un mukkio di bit fritti.
PS: SM... il "mitico Benito" lascialo riposare tranuillo nella sua tomba, e non giudicare cose accadute quando tu nemmeno esistevi.
allora, per quanto riguarda le mobilitazioni ho riportato in un post precedente gli appuntamenti relativi alla protesta in atto.
Stamane sono andato dal direttore del corso di laurea per sapere se fosse possibile ottenere un'aula per il 30 mattina, principalmente per INFORMARE i colleghi sui punti del decreto, in maniera tale che tutti sviluppino un'idea critica sull'argomento. il coordinatore del corso di laurea mi ha però risposto di rivolgermi al preside.
nel momento un cui scrivo mi trovo a casa di un collega, Aldo Sitibondo (quarto anno medicina e chirurgia), il quale si sta particolarmente impegnando in questi giorni per coordinare la protesta in maniera omogenea nelle diverse facoltà dell'ateneo... in pratica sta partecipando a quasi tutte le riunioni e le assemblee nelle altre facoltà per tessere una rete di contatti. Stiamo nell'imminente preparando un VOLANTINO INFORMATIVO sul DL 133/08.
per quanto riguarda la possibilità di ottenere o meno l'aula per il 30, purtroppo io non posso andare dal preside in questi giorni per cause indipendenti dalla mia volontà. qualora qualcuno potesse sopperire a questi miei impegni, lo ringrazerebbe tutt la facoltà.
per inciso il coordinatore del corso di laurea mi ha detto che i professori non parteciperanno ad alcuno scipero o manifestazione relativo alla protesta (per scioperare o manifestare avrebbero dovuto cmq segnalarlo prima di adesso, cosa che però non hanno fatto).
avrei avuto piacere personalmente che qualora si potesse effettuare davvero un'assemblea informativa, fosse insieme ai professori. mi rammarica il fatto che i professori non aderiranno a questa protesta.
MOZIONE APPROVATA DALLA CONFERENZA DEI RETTORI
Roma, 23 ottobre 2008
La CRUI, considerata la situazione in atto in molti Atenei e lo sviluppo delle proteste
legate alla questione universitaria, si augura che non vengano meno le condizioni
basilari per una dialettica tra le posizioni anche dura, ma libera, rispettosa dei dati di fatto, non pretestuosa né deformata. A questo riguardo è essenziale che il tono del
confronto non venga esasperato, facendo perdere di vista le questioni di sostanza e
l’obiettivo, centrale nell’interesse del Paese e che deve stare a cuore a tutte le
componenti universitarie, del buon funzionamento dell’Università e della Ricerca
pur in un contesto generale di grande problematicità. In tale prospettiva vanno
garantiti gli spazi per il libero confronto con e tra gli studenti, senza interrompere le
attività istituzionali didattiche e di ricerca.
La CRUI sottolinea, a questo riguardo, l’importanza dell’autorevole presa di
posizione del Presidente della Repubblica.
La CRUI ribadisce il proprio ruolo di rappresentanza istituzionale unitaria degli
Atenei italiani statali e non statali e conferma il proprio impegno per:
a) il rapido avvio di interventi legislativi e normativi di forte contenuto
innovatore in linea con le posizioni espresse nel documento approvato il 25
settembre scorso (valutazione, governance, reclutamento, stato giuridico,
dottorato di ricerca, formazione degli insegnanti, diritto allo studio,
trasferimento tecnologico);
b) una urgente riconsiderazione delle condizioni finanziarie determinate dai
recenti provvedimenti del Governo che porterebbero a situazioni del tutto
insostenibili per l’intero sistema a partire dal 2010.
La CRUI dà mandato al Presidente di riconvocare l’Assemblea, anche in via
straordinaria, in relazione all’evoluzione della situazione e agli atteggiamenti
conseguenti da assumere.
Documento approvato dal Senato Accademico nella seduta del 28.10.2008:
Le recenti manifestazioni di protesta degli studenti e, in generale, l’inquietudine delle Università italiane sono determinate da una preoccupazione reale originata da una Legge, la n. 133/08, che comporta un sacrificio intollerabile per le aspettative delle giovani generazioni attraverso tre distinti provvedimenti:
1) il taglio dei fondi ministeriali per oltre un miliardo di Euro in cinque anni;
2) il blocco sostanziale del turn-over del personale;
3) la costituzione di fondazioni per integrare le ridotte risorse statali.
In relazione a questi temi l’Università, sede della libertà della cultura, non eserciterà mai alcuna censura sullo sviluppo di un dibattito libero e democratico all’interno della sua comunità.
Questo stato di agitazione, tuttavia, non deve turbare, come osserva la stessa CRUI, lo svolgimento di quelle attività didattiche e scientifiche, alle quali le Università, soprattutto nel meridione, non possono rinunciare, se vogliono continuare ad assolvere alla loro funzione pubblica nei confronti della domanda sociale di educazione universitaria.
L’Università di Messina è consapevole della necessità di un profondo cambiamento, che ha già avviato e che intende accelerare (basti esaminare il documento programmatico deliberato nella seduta odierna) in attesa di linee guida nazionali. Le ipotesi di rinnovamento saranno valutate senza pregiudizi e senza difese corporativistiche. Non è, tuttavia, possibile accettare in silenzio una pesante riduzione delle risorse, quale quella prospettata dalla Legge 133, e la promozione poi di riforme la cui realizzazione è fortemente condizionata dalle predette misure finanziarie. Bisogna insistere sul fatto che le linee di riforma, assolutamente indifferibili, si coniughino con una mirata e più incisiva politica di finanziamento degli Atenei. Ciò che al momento appare inaccettabile è il blocco sostanziale delle possibilità di ingresso dei giovani nelle carriere della docenza e della ricerca. Con quali conseguenze per lo sviluppo del nostro territorio è facile immaginare.
L’Università di Messina è orgogliosa di poter esibire bilanci in pareggio, senza artifizi contabili, e un solido patrimonio. Ha gestito le risorse in questi anni in modo oculato, programmando soprattutto il reclutamento del personale proporzionato alle effettive cessazioni. Questi dati saranno evidenziati e resi pubblici anche sul sito dell’Ateneo, proseguendo in quella pratica di gestione trasparente avviata da tempo.
Nei prossimi 5 o 6 anni si assisterà ad una ulteriore massiccia contrazione degli organici per pensionamenti anticipati o per raggiunti limiti di età. L’Università di Messina non può rinunciare al reclutamento dei giovani più meritevoli, pena un intollerabile ridimensionamento della sua funzione che è cosa ben diversa e certo molto più penalizzante, specie nel suo contesto socio-economico, di una semplice e pur doverosa razionalizzazione organizzativa.
L’Ateneo ritiene suo dovere oltre che vocazione naturale stare a fianco dei suoi studenti, laureati e giovani ricercatori nella rivendicazione del ruolo che l’Istituzione intende interpretare al servizio della crescita culturale e civile della comunità e per la promozione dello sviluppo del territorio.
L'UFFICIO STAMPA
Fonte: http://ww1.unime.it/comunicati_stampa/main.php?newNum=523&annoS=2008
IN DIFESA DEL DIRITTO AL STUDIO
Art. 3.
[...] È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 9.
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. [...]
Art. 34.
[...]I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. [...]
(Costituzione della Repubblica Italiana)
Gli articoli sopra citati sono tre dei principi fondamentali su cui si basa la NOSTRA costituzione.
In questi ultimi giorni si è discusso fino alla nausea sulla validità del decreto 133 (ormai legge), senza entrare in merito a ciò che esso prevede e comporta. Quindi crediamo sia giusto ristabilire prima di tutto una CORRETTA informazione relativa a tale problematica.
In particolare, fra gli 85 articoli della legge,(che è possibile consultare per intero all’indirizzo http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm) sono gli articoli 16 e 66 che rischiano di mandare alla deriva l’università pubblica italiana (che già versa in pessime condizioni) e, indirettamente, tre dei principi su cui si basa la nostra Repubblica.
Tali Articoli prevedono:
1) Riduzione di 63,5 milioni di euro per l'anno 2009 – 190 per l’anno 2010 – 316 per l’anno 2011 – 417 per l’anno 2012 – 455 per l’anno 2013, per un totale di quasi un miliardo e mezzo di euro sottratti in appena 5 anni alle casse dell’università pubblica
2) Blocco del turn over al 20% di docenti e ricercatori (vale a dire un’assunzione ogni 5 pensionamenti)
3) La possibilità delle università pubbliche di diventare Fondazioni Private e conseguentemente di abbattere ogni limite alle tasse universitarie
Tutto ciò comporterà:
Università sempre più povere che pur di mantenere i bilanci in ordine saranno costrette ad accettare finanziamenti privati che condizioneranno inevitabilmente la LIBERA ricerca (si pensi ad esempio ad una casa farmaceutica che finanzia una ricerca in ambito medico).
professori sempre più anziani e sempre più pochi e quindi una didattica bloccata e sempre meno corrispondente alle esigenze degli studenti. meno posti di lavoro all'interno degli atenei per chi ha intenzione di intraprendere la carriera universitaria.
Blocco dell'attività di ricerca delle università pubbliche data la carenza di fondi e ricercatori.
una crescente perdita di competitività delle università pubbliche rispetto alle università private e quindi (a parità di impegno) una sostanziale svalutazione della laurea pubblica.
QUESTI I DATI OGGETTIVI.
NON SI PUO' comprare la cultura e l'informazione per distribuirla in un secondo momento solo a chi se la può permettere.
Per tutti questi motivi e per discutere insieme del nostro futuro universitario siete invitati a partecipare all'assemblea di Ateneo che si terrà VENERDI 31 OTTOBRE alle ore 10.00 al Rettorato dell’Università di Messina.
Francesco Quattrone, Aldo Sitibondo, Antonio Simone Laganà
Concordo in pieno con Antonio, Aldo e Francesco su tutto.
Quanto da voi esposto rappresenta il vero motivo per cui gli studenti (... pensanti ...) protestano.
Oggi 1.000.000 soltanto Roma. La destra (il Governo)teme la protesta, già dilagante, e mette in campo gli squadristi neri (solo la RAI1 e la 7 hanno dato la notizia che gli aggressori avevano un pulmino pieno di “armi per la guerriglia” proprio dalla parte dove sono sbucati i fascisti; quel tratto di strada era chiusa al traffico (e la Polizia?).
In questo topic si sono sentite prese di posizioni, velate o sfacciatamente favorevoli a Berlusconi, di chi vuol far passare questa protesta come quella dei "pecoroni" che non sanno "leggere".
Addirittura, su questo sito, una News che sembra uscita dal TG4 di Emilio Fede.
Quello approvato è soltanto "vasellina" per lubrificare il "condotto" in attesa della terapia d’urto (una supposta megagalattica).
La stessa Gelmini ieri sera ha rilasciato la seguente dichiarazione "abbiamo messo a posto la Scuola, nelle prossime settimane metteremo in ordine l'Università".
QUESTO GOVERNO E' UN REGIME!
CANCELLATE: GIUSTIZIA, UGUAGLIANZA, LIBERTA'.