Venerdì prossimo 25 luglio, l’aula “Tommaso Cannizzaro” dell’Università degli Studi di Messina ospiterà la manifestazione indetta dalla FLC CGIL contro i tagli al settore della conoscenza - università, scuola, ricerca - varati dal governo col D.D.L. 112.
La manifestazione che inizierà alle ore 9.30, è stata preparata da una serie di assemblee presso la sede dell’Università e al Policlinico che la FLC ha gestito di concerto con la NIDIL CGIL, la categoria dei precari che raggruppa i dottorandi e i ricercatori.
Saranno presenti all’iniziativa: il segretario generale della CGIL di Messina, Franco Spanò; Graziamaria Pistorino e Franco Di Renzo della FLC Messina; Giusto Scozzaro, segretario generale FLC Sicilia; la responsabile del compartimento università della FLC nazionale Rita Guariniello e anche il rettore Tomasello.
I tagli annunciati in questi giorni determineranno infatti pesanti ricadute sulle scuole e le università pubbliche, in particolare quelle del Mezzogiorno.
“I provvedimenti del governo avviano lo smantellamento delle università pubbliche, quelli accessibili a tutti, figli di milionari e figli di lavoratori con stipendi da 1000 euro al mese. Inoltre - spiega Graziamaria Pistorino - il D.D.L. 112 avrà ricadute pesantissime sul personale precario, i ricercatori e i dottorandi cioè, che invece dovrebbero essere il nostro investimento per il futuro del Paese Italia”.
Nel solo settore università le conseguenze immediate del D.D.L. 112 saranno:
- limitazione al 20% del turn over per gli anni 2009-2011, del personale docente e tecnico-amministrativo, dopo due anni di blocco dei concorsi;
- drammatici tagli al finanziamento pubblico delle università;
- la prospettiva della privatizzazione degli atenei attraverso la loro trasformazione in fondazioni;
- taglio delle retribuzioni dei docenti e del personale tecnico e amministrativo.
Ancora più gravi le conseguenze per la scuola dove in Sicilia è previsto un taglio di 1000 insegnanti nel solo settore del sostegno. A Messina in particolare si perderà il 10% dei posti con un taglio di 166 cattedre. “Questo governo considera la conoscenza come una spesa e non un investimento - spiega Graziamaria Pistorino - e quindi procede per tagli e riduzioni che riguardano soprattutto il Sud. Cosa fa il presidente Lombardo per difenderci? Prima i tagli alle scuole e alle università, poi anche gli insulti di Bossi che non vuole insegnanti meridionali. Venerdì manifesteremo per dire no al D.D.L. 112 e - conclude Graziamaria Pistorino - per difendere la scuola, l’università pubblica e il mondo della ricerca”.
Si ringrazia Giacomo Morabito (19_jack_86), rappresentante del Corso di Laurea in Scienze Politiche, per la collaborazione.